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Minivolley

Minivolley.
Crescita e famiglie.

Perché fa bene, il legame con la scuola, il cambio categoria, il primo giorno e il ruolo del genitore.

01 / Perché fa bene

Coordinazione, schemi motori e piacere di giocare

Il gioco semplificato è un grande allenamento per il corpo e per la mente. Correre, saltare, lanciare e prendere aiutano il bambino a costruire le basi del movimento, mentre il clima sereno alimenta la voglia di tornare in palestra.

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Coordinazione

Seguire il pallone e muoversi al momento giusto affina equilibrio, occhio e prontezza di gambe e braccia.

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Schemi motori

Camminare, correre, saltare e lanciare diventano gesti sicuri, una base preziosa per ogni sport futuro.

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Piacere di giocare

Il divertimento è il motore di tutto: un bambino che gioca volentieri impara di più e con più serenità.

02 / Scuola e movimento

Il legame con la scuola e l'attività motoria di base

Il minivolley e la scuola si danno la mano: entrambi lavorano sul movimento di base, sull'attenzione e sulla capacità di stare con gli altri. Quello che il bambino impara in palestra lo aiuta anche tra i banchi, e viceversa.

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Movimento di base

Saltare, correre, lanciare e afferrare sono gli stessi gesti dell'educazione motoria scolastica: il minivolley li allena giocando e li rende più sicuri.

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Attenzione e regole

Seguire le indicazioni, aspettare il proprio turno e rispettare le regole del gioco sono abilità preziose anche in classe.

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Stare con gli altri

La squadra insegna ad ascoltare, collaborare e fare amicizia: competenze che accompagnano il bambino in ogni ambiente, scuola compresa.

Per questo consideriamo lo sport un alleato dei genitori e degli insegnanti: un'attività motoria di base che fa bene al corpo, alla mente e al carattere del bambino.

03 / Cambio categoria

Il passaggio di categoria in base all'anno di nascita

Nella pallavolo i gruppi si formano in base all'anno di nascita del bambino, non in base alla data esatta del compleanno. Questo significa che, con l'inizio di ogni nuova stagione, il bambino può passare alla fascia successiva insieme ai compagni della stessa annata.

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Conta l'anno solare. I bambini nati nello stesso anno giocano di solito insieme; così ogni gruppo è il più possibile omogeneo per età e abilità.
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Il passaggio avviene con calma. Quando un bambino cresce e cambia fascia, lo accompagniamo con gradualità, perché ritrovi i compagni e si senta subito a suo agio nel nuovo gruppo.
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Sempre con sguardo attento. Oltre all'anno di nascita, i nostri allenatori guardano la maturità di gioco e la serenità del bambino, per scegliere il gruppo che lo fa crescere meglio.

Se avete dubbi sulla fascia giusta per vostro figlio, ne parliamo volentieri insieme: ogni bambino è unico e merita il percorso più adatto a lui.

04 / Il percorso

Dal minivolley alle prime squadre

Il minivolley è l'inizio di un cammino che, passo dopo passo, conduce alla pallavolo vera e propria. Alla Bollate Volley Academy accompagniamo ogni bambino con gradualità, perché ciascuno trovi il proprio ritmo e la propria gioia nel gioco.

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I primi passi. Con il minivolley il bambino scopre il gioco, fa amicizia e impara a stare in campo con i compagni.
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La crescita. Attraverso le fasce di Spikeball S3 si arricchiscono i gesti tecnici e cresce la consapevolezza in campo.
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Le prime squadre giovanili. Quando è pronto, il bambino entra nei gruppi giovanili, dove la pallavolo prende forma piena.

Riferimento tecnico. Il progetto Spikeball S3 e le regole del minivolley sono curati dalla Federazione Italiana Pallavolo; per le indicazioni ufficiali su fasce, misure e materiali si rimanda al sito fipav.it.

05 / Valori

Tutti giocano, tutti ruotano

Al cuore del minivolley ci sono i valori che vogliamo trasmettere a ogni bambino: il divertimento prima di tutto, l'inclusione di ciascuno e l'idea che nello sport si cresce insieme, mai da soli.

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Divertimento

La gioia di giocare è il primo obiettivo: un bambino felice in palestra è un bambino che cresce bene.

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Inclusione

C'è posto per tutti, con ogni carattere e ogni livello: nessuno resta in panchina a guardare.

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Tutti ruotano

Ogni bambino prova ogni ruolo e gioca la sua parte: così impara il rispetto, la pazienza e il valore della squadra.

06 / Il primo giorno

Consigli pratici per il primo giorno in palestra

Il primo giorno in palestra è un piccolo grande momento. Con qualche accortezza si trasforma in un'esperienza serena e gioiosa, che fa venire voglia di tornare. Ecco i nostri consigli per le famiglie.

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Abbigliamento comodo. Maglietta, pantaloncini e scarpe da ginnastica pulite per il campo; basta una borsa con una bottiglia d'acqua e un piccolo asciugamano.
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Arrivare con calma. Presentarsi qualche minuto prima aiuta il bambino ad ambientarsi, salutare l'allenatore e conoscere i nuovi compagni senza fretta.
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Un saluto sereno. Un abbraccio e un sorriso prima di lasciarlo trasmettono fiducia; sapere che lo aspettate fuori lo fa sentire al sicuro.
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Nessuna pressione. Non servono prestazioni: basta che il bambino provi e si diverta. Al ritorno, una domanda semplice come «ti sei divertito?» vale più di mille consigli tecnici.

I nostri allenatori sono abituati ad accogliere i bambini al primo giorno con dolcezza: nessuno verrà lasciato in disparte e ogni piccolo passo sarà festeggiato.

07 / Il genitore

Il ruolo del genitore come sostegno sereno

Il genitore è il primo tifoso del bambino, ma il modo migliore per sostenerlo è con calma e fiducia. Un tifo sereno, senza pressioni, aiuta il bambino a vivere lo sport come un piacere e non come un dovere.

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Incoraggiare, non correggere

Dagli spalti il regalo più bello è un applauso e un sorriso; i consigli tecnici lasciamoli all'allenatore, così il bambino gioca libero e sereno.

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Apprezzare l'impegno

Vale più un «bravo, ci hai provato» di un commento sul risultato: il bambino impara che conta l'impegno, non solo il punto.

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Fidarsi del percorso

Ogni bambino ha i suoi tempi; dare fiducia agli allenatori e alla gradualità del cammino lo aiuta a crescere senza ansie.

Un genitore sereno cresce un bambino sereno: il vostro sostegno tranquillo è il dono più prezioso che potete fare alla sua esperienza sportiva.

08 / FAQ

Domande frequenti

A che età può iniziare mio figlio?

Si può cominciare già a 5 o 6 anni. Non serve alcuna esperienza: bastano la voglia di muoversi e di giocare con i compagni.

Il minivolley è pericoloso per i bambini?

No. Si usano palloni morbidi e leggeri, la rete è bassa e il campo è ridotto, tutto pensato per giocare in sicurezza e senza paura di farsi male.

Mio figlio non ha mai giocato: può comunque partecipare?

Certamente. Il minivolley parte dalle basi e accoglie ogni bambino al suo livello; si impara piano piano, divertendosi fin dal primo giorno.

Che differenza c'è tra minivolley e Spikeball S3?

Il minivolley è il gioco semplificato per i più piccoli; Spikeball S3 è il progetto della Federazione che lo organizza in fasce di gioco, con regole e materiali adatti a ogni età.

Dopo il minivolley cosa succede?

Crescendo nelle fasce di Spikeball S3, il bambino si prepara al passaggio verso le prime squadre giovanili, dove la pallavolo prende forma completa.

Quanti bambini giocano in campo nel minivolley?

Dipende dall'età: si parte dall'1 contro 1 per i più piccoli e si cresce verso il 2 contro 2, il 3 contro 3 e il 4 contro 4, aggiungendo compagni man mano che aumentano abilità e collaborazione.

Cosa deve portare al primo allenamento?

Bastano abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica pulite per il campo, una bottiglia d'acqua e tanta voglia di divertirsi. Al resto pensiamo noi.

Come funzionano i tornei e le feste di minivolley?

Sono giornate in cui i bambini giocano molte partite brevi contro altre squadre. Conta soprattutto la partecipazione: si premiano l'impegno e il fair play, e si torna a casa con nuove amicizie.

In quale gruppo verrà inserito mio figlio?

I gruppi si formano in base all'anno di nascita, così il bambino gioca con i coetanei. Gli allenatori considerano anche la sua serenità e maturità di gioco; se avete dubbi, ne parliamo insieme volentieri.